Una settimana in Giappone con gli amici. I voli sono stati pagati in euro tre mesi fa, l’hotel in yen all’arrivo, le cene in contanti da tre portafogli diversi, e metà dei pagamenti con carta è passata a un tasso di conversione che nessuno sa dire. L’ultima sera, qualcuno apre l’app delle note e fa la domanda che rovina la cena di fine viaggio: allora, chi deve cosa?

Dividere le spese in una sola valuta è aritmetica. Dividerle in due o tre valute è aritmetica più tassi di cambio, ed è questa seconda parte che manda in tilt i conti del gruppo senza che nessuno se ne accorga. Ecco il metodo per tenerli giusti.

Perché la conversione a mente non torna mai?

Perché “il” tasso di cambio non esiste: ogni spesa ha il suo. La Banca centrale europea pubblica i tassi di riferimento dell’euro ogni giorno lavorativo, e i tassi si muovono: tra il giorno in cui avete prenotato l’hotel e il giorno in cui saldate i conti, una valuta può spostarsi di qualche punto percentuale. Aggiungete il tasso della carta della vostra banca, i contanti cambiati in aeroporto a un tasso peggiore, e un amico che arrotonda 1.000 yen a “circa sei euro”, e vi ritrovate con saldi che tre persone hanno calcolato in tre modi diversi.

Il risultato è prevedibile: i piccoli errori si accumulano a favore di qualcuno, nessuno riesce a ricostruire il totale, e il gruppo si ferma su una cifra che sembra giusta invece che su una cifra che lo è.

Scegliete la valuta di riferimento del gruppo prima di partire

La soluzione comincia con una decisione: scegliere una sola valuta di riferimento per il gruppo, quasi sempre quella in cui vivete tutti. Tutti i saldi saranno espressi in quella valuta, qualunque sia la moneta di ogni spesa.

È lo stesso principio di scegliere un solo sistema per segnare le spese del viaggio: a rompere i conti di un gruppo non è quasi mai l’aritmetica, sono tre persone che usano tre sistemi. Una valuta di gruppo significa una sola risposta a “quanto devo?”, non una risposta per portafoglio.

Segnate ogni spesa nella valuta davvero pagata

Alla cassa, non convertite mai a mente. Una cena da 15.000 yen si segna 15.000 yen, un taxi da 40 sterline si segna 40 sterline. La conversione è il lavoro dell’app, non il vostro: Banana Split permette di mischiare le valute in un solo gruppo, e ogni spesa viene convertita nella valuta del gruppo al tasso del giorno. I saldi restano aggiornati per tutti, in una sola valuta, mentre ogni spesa conserva il suo importo originale, così uno scontrino si può sempre verificare rispetto a ciò che è stato segnato.

È anche il momento in cui carta e contanti smettono di essere due problemi diversi. Segnate l’importo e la valuta davvero usciti dal portafoglio, e i conti fanno il resto.

La valuta del gruppo è l'euro. A Tokyo, Lea paga una cena da 15.000 yen per sé e due amici, a 150 yen per un euro. Quanto le devono gli altri due in totale?

Come si salda tra valute diverse?

Tornati a casa, l’app tiene un saldo per persona, nella valuta del gruppo, e calcola il minimo di bonifici per riportare tutti a zero.

Resta un caso: l’amica che vive a Londra e preferisce rimborsarti in sterline invece che in euro. A mano, è una conversione in più e una discussione in più. Banana Split gestisce i rimborsi effettuati in un’altra valuta: il debito è in euro, il rimborso arriva in sterline, e il saldo si chiude correttamente. È una delle funzionalità che né Splitwise né Tricount offrono, come spiega il nostro confronto onesto.

Un solo gruppo, tutte le valute

Il metodo sta in tre righe: scegliere la valuta di riferimento del gruppo prima di partire, segnare ogni spesa nella valuta davvero pagata, e lasciare che l’app converta al tasso del giorno e calcoli i bonifici.

Banana Split è gratuita, funziona offline dove il roaming non arriva, e gestisce tutte le valute principali. Scaricala e crea il gruppo del viaggio prima del primo caffè in aeroporto: sarà l’ultima conversione che qualcuno del gruppo farà a mente.