È la conversazione che nessuno ha voglia di fare, e che tutte le coppie prima o poi fanno. Uno guadagna 2.400 € al mese, l’altro 1.600 €. L’affitto è di 1.000 €. Si divide a metà, o in proporzione agli stipendi? Non esiste una risposta universale, ma esiste un calcolo, ci sono conseguenze, e ci sono numeri su quello che le persone fanno davvero. Noi facciamo Banana Split, un’app per dividere le spese, e abbiamo guardato 75.000 gruppi da due persone seguiti nell’app dal 2011.

La risposta breve. Il 50/50 è il metodo giusto quando i redditi sono vicini, o quando le spese condivise sono piccole rispetto a quello che resta a ciascuno. Appena il divario supera qualche centinaio di euro e l’affitto pesa, il 50/50 non divide la spesa: divide lo sforzo in modo diseguale. Nel nostro esempio lascia 1.100 € a uno e 1.900 € all’altro. La quota proporzionale si calcola in una riga, il tuo reddito diviso la somma dei due redditi, e qui dà 60 % e 40 %, cioè 600 € e 400 € di affitto. E nei fatti quasi nessuno lo fa: nei nostri gruppi da due, il 98,7 % delle spese è diviso in parti uguali.

Cosa fanno davvero i gruppi da due

I nostri dati non dicono chi è una coppia e chi divide un appartamento con un amico, quindi parliamo di gruppi da due persone. Ma è il caso più comune di tutti: il 42 % dei gruppi seguiti nell’app ha esattamente due persone, e rappresenta il 54 % delle spese registrate. Sono anche i gruppi che durano: una mediana di 15 spese contro 13, una vita mediana di 9 giorni contro 5, e il 21 % di essi vive più di un mese, contro il 13,5 % del totale.

Due numeri si contraddicono, ed è tutto il senso di questo articolo.

  • Il 98,7 % delle loro spese è diviso in parti uguali. Solo l’8 % dei gruppi da due ha mai usato una ripartizione diseguale, nemmeno una volta.
  • In un gruppo da due su due, una persona anticipa più del 60 % del denaro. La mediana della quota anticipata dal maggior pagatore è del 60 %, un quarto dei gruppi ha qualcuno sopra il 75 %, e nel 5 % dei casi una sola persona paga tutto.

In altre parole: si divide in parti uguali, ma non si paga in parti uguali. La differenza si salda più tardi, con un bonifico, oppure non si salda mai. A questo squilibrio abbiamo dedicato un articolo intero, pago sempre io.

Il calcolo proporzionale, in tre righe

Non serve alcun foglio di calcolo. Per ogni persona:

  1. Somma i due redditi netti. 2.400 + 1.600 = 4.000 €.
  2. Dividi il tuo reddito per quel totale. 2.400 / 4.000 = 0,6, cioè il 60 %. E 1.600 / 4.000 = 0,4, cioè il 40 %.
  3. Applica quella percentuale a ogni spesa comune. Su un affitto di 1.000 €: 600 € e 400 €.

Il risultato non è neutro. Con il 50/50 ciascuno paga 500 €, e restano 1.900 € al primo contro 1.100 € al secondo. In proporzione restano 1.800 € e 1.200 €. La spesa è cambiata di 100 €, il tenore di vita è cambiato molto di più.

Esistono due varianti, ed entrambe stanno in piedi:

  • La proporzione sul reddito disponibile. Si tolgono prima gli impegni strettamente personali, la rata dell’auto, un assegno di mantenimento, un prestito per gli studi, e poi si calcolano le percentuali su quello che resta. Più giusto, più faticoso da tenere aggiornato.
  • La proporzione limitata. Si applica la proporzione all’affitto e alle bollette, che sono le voci grosse, e si tiene il 50/50 per la spesa e le uscite. È il compromesso che sceglie la maggior parte delle coppie che ci scrivono, perché evita di ricalcolare una quota su un pacco di pasta.

Nei nostri gruppi da due, quale quota delle spese è divisa in parti uguali?

Quando il 50/50 resta la risposta giusta

Dividere in proporzione non è una virtù in sé. La divisione in parti uguali conserva tre vantaggi.

È immediata. Nessuna discussione sull’ammontare dei redditi, nessun ricalcolo quando qualcuno cambia lavoro, nessuna quota da aggiornare. Su spese che arrivano tutti i giorni, la semplicità spesso vince.

Non rende nessuno responsabile del proprio stipendio. Dichiarare quanto si guadagna espone. Molte coppie giovani preferiscono l’uguaglianza stretta perché protegge l’indipendenza di ciascuno. Non è un dettaglio: in Francia, il 64 % delle coppie mette i redditi totalmente in comune, il 18 % in parte e il 18 % li tiene separati, e la messa in comune totale riguarda solo il 31 % delle coppie insieme da meno di cinque anni, contro l’80 % di quelle che convivono da vent’anni o più. Il modo di dividere segue l’età della relazione, non la morale.

Va bene quando il divario è piccolo. Se i due redditi stanno in 200 €, la proporzione sposta pochi euro e complica la vita per niente.

Quando il 50/50 diventa ingiusto

Il divario di reddito dentro una coppia non è un’eccezione, è la regola statistica. Nell’Unione europea, il divario retributivo di genere era dell’11,1 % nel 2024, e va dal -0,8 % del Lussemburgo al 18,8 % dell’Estonia. A questo si aggiungono il part-time, i congedi parentali e le differenze di settore, che allargano il divario reale ben oltre quell’11 %.

Tre segnali dicono che è ora di passare alla proporzione:

  • L’affitto supera il 30 % del reddito del più modesto dei due. La quota fissa si mangia tutto quello che gli resta.
  • Uno dei due non può mai dire di sì. Se un weekend, un ristorante o un regalo diventano sistematicamente una rinuncia per una sola persona della coppia, la divisione uguale ha smesso di essere uguale.
  • Il divario supera il 30 %. Sotto, la proporzione cambia poco. Sopra, cambia il quotidiano.

Il conto comune, la terza via

Molte coppie non dividono le spese: alimentano una cassa comune. Ciascuno versa una somma, proporzionale o no, e tutte le spese condivise escono da quel conto. È pulito, ma non elimina il calcolo, lo sposta: bisogna decidere quanto versa ciascuno, ed è esattamente la stessa domanda.

Il vantaggio della cassa comune è che rende la spesa invisibile nel quotidiano. Il suo difetto è che rende invisibile anche lo squilibrio: nessuno vede più chi ha pagato cosa, né quanto ciascuno ha realmente consumato. Se ci tieni a conservare una traccia, l’app può seguire entrambe le cose, la cassa e le spese individuali, con una vista individuale che mostra solo la tua parte.

Come farlo nell’app, senza pensarci

Bastano tre impostazioni per tenere una divisione proporzionale senza rifare mai il calcolo.

  1. Imposta le percentuali una volta per tutte. La divisione su misura accetta parti uguali, importi esatti, percentuali e quote. 60 / 40 si regola una volta, con il cursore.
  2. Programma le voci che tornano. Affitto, elettricità, internet: le spese ricorrenti si creano da sole ogni mese, con la loro ripartizione.
  3. Guarda la tua quota, non il totale. La vista individuale mostra quanto ogni spesa costa a te, il tuo totale e il tuo saldo. Il ristorante da 50 € diventa 30 € se è diviso 60/40, ed è quel numero che conta per il tuo budget.
Menu di divisione della spesa con parti uguali, importi diversi, percentuali e quote
1. Sulla spesa, il pulsante di divisione propone quattro modi di dividere.
Schermata di divisione in percentuale con 60 % a una persona e 40 % all'altra su un affitto di 1.000 €
2. In percentuale: 60 % e 40 %, la seconda quota si ricalcola da sola.
Schermata di divisione in importi esatti con 600 € e 400 € su un affitto di 1.000 €
3. Oppure in importi esatti: 600 € e 400 € sull'affitto di 1.000 €.

E se preferisci restare al 50/50 ma evitare che sia sempre la stessa persona ad anticipare, il nostro articolo su chi deve quanto a chi spiega come un gruppo chiude i conti con il minimo di bonifici.

Cosa faremmo noi

Per una coppia con un divario di reddito sotto il 20 %: 50/50 su tutto, e un saldo una volta al mese. La semplicità vale più della precisione al centesimo.

Per un divario più ampio: proporzione su affitto, bollette e vacanze, che sono le voci che fanno male, e 50/50 sul resto. Si imposta una volta nell’app e si riapre solo quando cambia uno stipendio.

In entrambi i casi, registra le spese man mano. I nostri gruppi da due arrivano a una mediana di 878 € di spese condivise prima di saldare, e nessuno si ricorda 878 € di spesa tre settimane dopo. Scarica Banana Split e crea il gruppo prima del prossimo affitto.

Da dove vengono i numeri

I dati interni vengono da 179.000 gruppi seguiti in Banana Split tra il 2011 e l’aprile 2026, di cui 75.931 gruppi da due persone e 2 milioni di spese, con almeno due membri e cinque spese per gruppo, rimborsi esclusi. I dati sono aggregati e anonimi. Due limiti che ci assumiamo: l’app non sa se un gruppo da due è una coppia, una casa condivisa o due colleghi, quindi parliamo di gruppi da due; e gli importi in euro sono calcolati solo sui gruppi tenuti interamente in euro, perché il database mescola le valute. Le fonti esterne sono Insee ed Eurostat, citate nel testo e consultate il 23 settembre 2026.